Approfondimenti

Glossari Disciplinari sull'Innovazione Didattica

 DIDATTICA PARTECIPATIVA    LEZIONI CAPOVOLTE    APPRENDIMENTO ATTIVO    INSEGNAMENTO CENTRATO SULLO STUDENTE    APPRENDIMENTO BASATO SUI PROBLEMI 


Per l'approfondimento

L’innovazione didattica nel contesto delle materie STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica) è stata esplorata tenendo soprattutto in considerazione la realtà delle aule spesso affollate e con grandi numeri di studenti. Le didattiche come l’apprendimento cooperativo (cooperative learning) e le lezioni capovolte (flipped classroom) si sono mostrate fondamentali per aumentare la partecipazione attiva in aula e per sviluppare maggiori capacità di apprendimento autonomo e critico nello studente, in particolare per sviluppare l’apprendimento per induzione. Infatti, gli alunni che frequentano corsi che adottano strategie di insegnamento miste, hanno voti più alti e abbandonano meno tali corsi di studio. Il contributo della tecnologia e dell’informatica è sicuramente centrale negli approcci neo-didattici di questo settore disciplinare: l’apprendimento attraverso i computer gode di una categoria a sé (Computer-Assisted Learning; CAL) ed i video giochi vengono sfruttati per insegnare argomenti scientifici (attraverso i cosiddetti “serious games” o giochi seri).

La letteratura che esplora il contributo delle didattiche innovative all’insegnamento delle scienze sociali conferisce molta enfasi alla possibilità di promuovere l’apprendimento “student-centred”, ovvero centrato sulla motivazione e sul coinvolgimento dello studente. In particolare si esplora l’utilizzo delle nuove tecnologie come i podcast, i social media e i giochi virtuali, dando importanza all’integrazione concettuale di questi strumenti ai programmi e agli obiettivi formativi del corso. Questi strumenti mostrano utilità per migliorare il senso di competenza degli studenti, il loro coinvolgimento e per l’apprendimento attivo. Utilizzare multipli canali di trasferimento della conoscenza aiuta inoltre gli studenti ad attivare gli stili di apprendimento preferiti da loro. Il “role-playing” assume un ruolo di primaria importanza per imparare attraverso le esperienze fatte in prima persona mentre l’ “evidence-based teaching”, ovvero l’insegnamento basato sui fatti reali, viene visto come precursore del “student-centred learning”. Alcuni studi hanno esplorato le registrazioni video come sostituti delle lezioni in aula dimostrando però che sono poco efficaci nel coinvolgere gli studenti.

La ricerca empirica in questo ambito disciplinare tenta soprattutto di identificare i vantaggi nell’utilizzo delle nuove tecnologie per sostituire i metodi didattici tradizionali. Se da un lato gli strumenti digitali (blog, podcast, digital storytelling, ecc.) possono supportare lo sviluppo di competenze specifiche (come ad esempio la comprensione della lettura di testi in inglese), dall’altra si mostrano insufficienti per sostituire i metodi convenzionali di valutazione ed apprendimento. L’integrazione sia concettuale che strutturale delle tecniche didattiche innovative all’interno dei corsi universitari sembra fondamentale per potenziare al massimo i loro benefici pedagogici. Ad esempio, è stato dimostrato che l’interpretazione del valore tecnologico da parte del docente prevede l’efficacia della tecnologia integrata all’interno di un corso di Storia dell’Arte inglese.

La ricerca mirata ad esplorare le didattiche innovative all’interno delle discipline socio-sanitarie si mostra voluminosa ma sostanzialmente inconclusiva e contraddittoria. Di base, manca standardizzazione delle tecniche e degli strumenti di misurazione. Si tenta di sfruttare la didattica innovativa (e.g., team and problem-based learning, simulatori) per facilitare il passaggio dalla comprensione teorica alle competenze tecnico-professionali ma non c’è chiarezza rispetto alla sua efficacia o superiorità pedagogica. Anche se le didattiche innovative si prestano al miglioramento della soddisfazione dello studente o del suo coinvolgimento all’apprendimento, alcuni studi evidenziano che gli studenti giovani mostrano spesso resistenza nell’utilizzo di queste nuove strategie, probabilmente perché molto distanti dalle esperienze didattiche vissute durante la scuola dell’obbligo. L’istruzione assistita dai computer (Computer-assisted instruction; CAI) ad esempio, ha garantito lo sviluppo di simulazioni con pazienti su Internet. Questa tecnica è stata utilizzata nei curriculum di preparazione di tirocini pediatrici in tutto il Nord America.

Gli studi che tentano di individuare il valore interdisciplinare delle didattiche innovative evidenziano come il minimo comun denominatore per una strategia efficace sia la percezione positiva della strategia da parte degli studenti. Anche il docente dev’essere “convinto” dell’utilità della strategia ed integrarla bene ai suoi obiettivi pedagogici. Molti studi esplorano i rapporti esistenti fra stile di apprendimento ed efficacia di una strategia didattica. È importante in questo ambito utilizzare strumenti e concettualizzazioni validate e standardizzate per permettere il confronto fra diversi studi (e.g., Kolb learning style inventory). Le pratiche come la “flipped classroom” (lezione capovolta) o il “self-directed learning” (apprendimento auto-diretto), che conferiscono particolare importanza all’iniziativa degli studenti, sono particolarmente indicati quando il docente desidera aumentare l’autonomia e la sicurezza in sé degli studenti. Solitamente, gli alunni sanno utilizzare indipendentemente le nuove tecnologie per il loro apprendimento al di fuori del contesto universitario. Sarebbe quindi coerente potenziare questo tipo di risorse in aula.